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Di chi è la salsa?
A.A.A. cercasi disperatamente gente innamorata della musica caraibica a tal punto che ”anziana o matricola” non sia disposta a farsi mai condizionare dalle scelte altrui e che sappia usare bene la propria testa da poter liberamente pensare che la salsa (parola che in questo articolo uso per definire un ambiente in cui ci muoviamo e alcuni anche vivono), dicevo, pronti a pensare innanzitutto, che la ”salsa” non è di nessuno.

Magari potrebbe apparire niente male come trafiletto su qualche quotidiano o rivista, magari potrebbe servire a stimolare l’intelletto di molti.

Magari, ma non è un dato certo, quanto invece di certo c’è che questo ambiente incosciamente dichiara padroni a catena, uno dietro l’altro, pronti a rivendicare la paternità di soggetti e individui che il più delle volte sono succubi di questo patriarcato e lasciano in cantina ad ammuffire tutta la loro ragionevolezza e il loro intelletto.

Come se a 33 anni io dovessi dire a mamma e papà: ”scusate vado a trovare un poco la zia, quella zia che magari a voi sta sulle palle, ma che con me è tanto graziosa e buona e merita le mie attenzioni e la mia visita o presenza”. Loro ci potranno mettere anche il muso, ma questo è tanto duro quanto evidente in proporzione alla deficenza di quella mente che non concepisce e non da una sana motivazione al mio gesto.

Abbiamo tutti un qualche legame del passato o del futuro che un pò ci lega o addirittura ci marchia ad una scuola di ballo, ad un gruppo, ma possibile che dopo centinai di anni che la schiavitù è stata abolità, molti salseri si sentano in dovere di fare gli zerbini dei propri ”regnanti”? Possibile che la culturà è ferma all’anno zero e calvalcando continua ad affermarsi il ”qui comando io”?

La madre degli stolti è sempre incinta, ma suppongo e credo fortemente che le altre madri siano di più e anche i loro figli siano la maggioranza, quindi mi chiedo perchè non si riesca a mettere in minoranza chi professa tale religione.
Se mi guardo intorno dovrei quasi credere che la madre degli stolti ha, nel nostro ambiente salsero, molte sorelle e che quasi quasi le altre madri, del nostro ambiente ne vogliono sapere poco e nulla, ma è davvero così? No posso e non voglio crederlo.
Un ambiente variegato che va dall’ortolano al geometra, dal ragioniere all’imbianchino, dall’operatore ecologico all’avvocato, tutti i colori della società contribuiscono a colorare la nostra piccola società di salseri, di appassionati, d’innamorati di un qualcosa a noi tanto lontano per tradizione e cultura ma allo stesso tempo ormai diventata parte integrante delle nostre giornate e dei nostri più vivi ricordi.

E quindi....di chi è la ”salsa”?

Come si può pensare, che in una serata dove si riuniscono tutte le scuole, o meglio ancora, i salseri di tutte le scuole, le cellule vive di ogni apparato....come si può pensare di andarsi a fare una pizza in tutt’altra zona del salento?
E’ la mia festa, la mia di salsero, di me e di tutti quelli che come me per un giorno non si vogliono creare alcun problema, pensiero, di quelli che non si devono nascondere, di quelli che vogliono incontrare tutti e farsi incontrare da tutti.

Come posso pensare che ad un’appuntamento culturale come per esempio può essere un concerto o magari lo spettacolo di un grande ballerino, io me ne sto a casa in pigiama a vedere un dvd, o magari peggio ancora preferisco andare alla solita , scontata, e bigotta serata e non penso di farmi un bagno di cultura musicale, di cercare di capire, di emozionarmi con i miei artisti prefertiti dal vivo, li davanti a me, nella mia città anche per me.

Se nasco pecora muoio pecora.
Mi rifiuto, e comunque sappiamo benissimo che non è vero.
Si può nascere pecora, ma tutti siamo padroni del proprio destino, delle proprie scelte.
Nessuno potrà mai imporvi alcuna cosa nella ”salsa”, non siete i figli di una maestra, di un dj o di un ballerino, siete cellule vive, siete coloro che davvero contribuiscono alla crescita o al recesso di questo ambiente, di questo stile di vita.

Non date del vostro intelletto per sposare cause che non condividete nella vostra coscienza.

Siate liberi di fare, di pensare e di scegliere....l’unico vincolo che gli allievi hanno è quello di apprendere il più possibile dal loro istruttore e dargli quante più soddisfazioni possibili.Fuori da quelle quattro mura non dovete sentirvi in obbligo verso nessuna bandiera, se questa vi chiede di fare cose che non condividete.

Credetemi amici, ovviamente parlo anche su personali esperienze, imprigionare la propria coscienza mentre ti dice: ”ma perchè questo non posso farlo, ma perchè mi guardano male solo per aver fatto questo”....ignorare quello che dentro sentiamo mentre fuori succede qualcosa di ingiusto....non è una cosa bella, soffri e ti struggi....e tanto prima o poi cederai. Quindi a questo punto, apriamo gli occhi il prima possibile.

E’ stato triste per me andare ieri sera a Bari che conta una comunità salsera molto più superiore della nostra e vedere al concerto del più grande personaggio femminile cubano, la grande HAILA, poco meno di 150 anime appassionate e che non avvertivano affatto quel freddo che circolava al di fuori di quelle mura.
E’ triste sapere che si ”boicottano” appuntamenti di questo genere, è triste sapere che ci sta gente che pensa a ”boicottare”. E’ triste sapere che ci sta gente che accetta questi giochini. E’ triste sapere che ci sta gente che non accetta questi giochi in realtà ma acconsente alle ”manovre politiche” della scuola di appartenenza....solo per partito preso.

Una coscienza l’abbiamo tutti, quindi a coloro che la tengono un pò assopita dico:” svegliatevi e non credete a nessuno quando vi verranno a dire tante parole che dietro nascondo un solo messaggio...SIETE MIEI E DOVETE FARE QUELLO CHE DICO IO.... la ”salsa” è tua......di tutti....e non di qualcuno”!!!

A cura di Geppo

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