In tv ho visto scene di giubilo, sembrava che qualche squadra avesse vinto lo scudetto, ma le bandiere di Cuba che ci fanno in questo sventolio festoso?
Sarà allora che Cuba ha vinto i campionati del mondo di baseball?
No nessun campionato.
Mi informo meglio e nel sottotitolo del servizio giornalistico leggo: Fidel Castro è grave ed è sottoposto ad un intervento.
Allora tutto torna.
Chi festeggiava erano gli esuli cubani in quel di Miami.
Il grande vecchio, non se la passa bene; il grande guerriero di mille battaglie a causa di questi gravi problemi di salute passa il potere decisionale e in un certo senso il destino della “Grande Isla”, nelle mani di suo fratello RAUL.
Vediamo di affrontare un problema alla volta.
Fa un certo effetto vedere gente che festeggia con cortei e feste la potenziale morte di un uomo, chiunque esso sia.
Certo non ci giungono immagini da Cuba perché sappiamo bene di quanto nulla esca da li, se non per volontà del sommo capo, ed ora il sommo è in difficoltà.
Migliaia di famiglie cubane in tutto il mondo sperano in un futuro migliore, da cubani e nella loro terra.
Si perché il cubano è super orgoglioso di esserlo e ne ha ben donde; Cuba ricca terra di origini, culture, tradizioni.
Ma come può vedere, come può interpretare la figura di Fidel Castro uno esterno a questa problematica?
Un padre possessivo e geloso dei suoi figli?
Un tiranno malefico che con la sua arretratezza ha portato al limite della povertà la propria gente? Forse ci sarebbero altri modi di intendere l’operato di decenni di Fidel Castro, ma forse ci sta un po’ di tutto in questo personaggio che pian piano sta uscendo fuori dalla scena.
Ama e ha sempre amato la sua terra, si, perché l’ha sempre intesa come sua il più delle volte, e non del suo popolo: le decisioni le ha prese sempre lui, non è una repubblica democratica Cuba e questo lo sappiamo, ma ci siete mai stati a Cuba.
Un’isola stupenda, con gente stupenda, che vive in un posto incantevole, se non fosse che la loro arretratezza li ha lasciati indietro rispetto al mondo progressista di almeno 4 decenni.
La cultura e la società per certi aspetti invece no, è uno dei capisaldi della ideologia possessiva del grande capo: vedi nello sport, nella medicina, nelle arti in genere e anche come forze armate.
Ma il resto della gente, la gran parte della popolazione?
No Cuba soffre e lo sanno tutti, anche gli amici di Fidel, quelli che lo difendono e lo osannano contro il nemico Americano.
E’ come se a Cuba la gente pensasse ancora che il mondo fosse fermo a 40 anni fa, come se gli americani e tutti gli altri fossero gli stessi di allora. No signori, il mondo è cambiato, si è evoluto, anche con i suoi difetti: fatelo sapere questo ai Cubani.
Ma no, gran parte di loro lo sanno, e soffrono, sono come quei pulcini che vedi nelle fiere ammassati in pochi centimetri quadrati, dentro una scatola buia.
Ho sentito dire, che Fidel fa le scelte per il suo paese, col cuore, per amore della sua gente.
Sarà, ma se vivesse una settimana, non dico molto, tra la sua gente, con i problemi della sua gente, forse, ringrazierebbe sempre Dio, dal mattino alla sera per essere nato Fidel Castro e non un “Pepito” qualunque.
Il mio punto di vista, ovvio che è il mio, non può essere quello di tutti.
Sono stato due volte all’Havana e vi parlo della Capitale, non di un paesino di campagna. Per chi non ci fosse mai stato, l’arretratezza è quasi pari a un comune sperduto di montagna della nostra Italia.
Si l’aspetto, come si presenta, in certi punti della città, sembra un bellissimo monumento “a la flor del Caribe”, i palazzi che contano, quelli presidenziali, ma non ho visto tante case o palazzi che godono di ottima salute, e questo è quello che ho visto nei quartieri centrali dell’Havana.
Ora il vecchio padre sta passando le redini al fratello RAUL?
Ci sarà da festeggiare per questo?
Mi ricordo che in un viaggio all’Havana parlando con qualche persona diceva che Raul è peggio di Fidel, senza scrupoli, addirittura si racconta che abbia venduto pezzi della grande Isla a più compratori.
Mi spiego: lo stesso pezzo di terra lo hanno acquistato più persone, ovviamente le spiagge….ma forse è solo un racconto; il fatto è che anni fa, non erano molto sicuri quelli dell‘Habana che il passaggio di consegne a Raul potesse cambiare in meglio le sorti di questa terra.
E allora come mai a Miami si fa festa?
Solo per puro sfogo da stadio nei confronti del loro nemico, di colui che li ha cacciati dalla propria terra, di colui che non vuole che ritornino più tra le loro famiglie?
O sanno magari che con Raul Castro le cose cambieranno, ovviamente in meglio.
Non sappiamo quanto ci sarà da aspettare per dare una risposta certa a queste domande, certo un vecchio leone, se pur vecchio, resta sempre un leone….e forse per Fidel Castro ancora non è arrivato il momento dell’ultimo ruggito.