29/04/2010 Tragicamente scompare una grande figura latina della Puglia    26/03/2010 NUOVO ALBUM PER ANGEL & KHRIZ    10/03/2010 PASCA LATINA 4...ESTA’ LLEGANDO    
user online: 22
  SALSALENTO.IT RIPARTE - AGGIORNATE LE VARIE SEZIONI ED IL GUESTBOOK
Artisti, Ballerini, Recensioni, Discografie, Salsa Salento, Scuole, Dj, Latino Americano
Utente:Emanuela
Lunedì ERA URA Estate 2009
Vedi
 
Redazione
Pubblicità
Informazioni
Webmaster
 
Area riservata   Login    Password    
  Archivio editoriali »  
le perplessità sul tempo del Maestro Enzo Conte
Questa mattina avevo qualche minuto in più rispetto al solito (non è vero ma per fortuna mi son messo un pochettino a leggere qualche articolo) e coincidenza ha voluto che mi ritrovassi a leggere qualche riga scritta dall’incommensurabile Maestro Enzo Conte.
Quante volte ci siamo chiesti e abbiamo ragionato sui tempi del ballo: ballare sull’uno, sul due, ma come si fa, ma rende più fighi, ma qual’è più corretto.
Ecco, oggi voglio mettere davanti ai vostri occhi le riflessioni di un grande maestro, che mette in discussione addirittura una filosofia scolastica che lo aveva magari contraddistinto in tutti questi anni...leggete un pò:


Quando ho cominciato a studiare salsa mi è stato insegnato a ballare a tempo. In seguito, però, studiando con alcuni maestri portoricani e cubani, sono stato indotto a ballare sul secondo tempo della musica, ovvero in quella maniera che, più o meno correttamente, alcuni di loro definiscono ballare ”en  clave” o ”en contratiempo” (terminI certamente impropri e discutibilI).
Per molto tempo ho creduto che fosse quella la maniera corretta. Ho cercato in conseguenza di diffonderla anche da noi in Italia trasmettendola in primis ai miei allievi.
Poi con gli anni mi sono reso conto di alcune cose molto importanti:
1)
Che ballare in controtempo non è affatto naturale, soprattutto per noi europei
2)
Che ci sono diversi modi e diverse tecniche per poterlo fare
3)
Che ci sono a proposito diverse scuole di pensiero
4) Che sia  Cuba che a Puerto Rico la maggior parte dei ballerini continuano a ballare o sull’uno o in maniera assolutamente libera.


A quel punto ho cominciato a chiedermi con crescente preoccupazione:
Ma se i maestri portoricani e cubani non sono riusciti ad imporre il ballo sul due nel loro paese ma perché mai dovremmo farlo noi italiani?

Saggia domanda Maestro, ma quanti suoi colleghi sono mai arrivati a porsela??? Continuate questa lettura:

Ho cominciato poi ad analizzare altri aspetti:
1) Un bravo ballerino si vede dalla qualità del suo movimento, dalla sua morbidezza, dalla sua flessibilità, dalla sua fantasia, dalla sua creatività, dalla sua attitudine dalla sua espressività e non dal tempo musicale in cui balla.
2)
Pur cambiando tecnica di esecuzioni i bravi ballerini rimangono infatti lo stesso bravi ballerini
3)
Al contrario i tronchi rimangono tronchi a prescindere dal tempo in cui ballano
Ci sono persone che quando ballano sono ritmicamente perfette ma il loro ballo si vede assolutamente meccanico, altre che invece hanno una concezione del tempo piuttosto libera ma che quando si muovono sanno esprimere sabor da tutti i pori della pelle.


Allora che senso ha ballare sul due e soprattutto, verrebbe da chiedersi: ”vale la pena?”


Cominciamo col dire che in musica esiste un ritmo psicologico. Fin quando tu ti abituerai a ballare sulla melodia ti verrà naturale ballare su di essa; al momento che tu sceglierai di ballare sulle percussioni ti verrà naturale ballare sulle percussioni. In quel modo il tuo ballo ti sembrerà più sabroso ma solo perché cambierà la tua percezione ritmica. Bisognerebbe però ricordare che la tua percezione ritmica non è uguale a quella degli altri.

Giusto Maestro ben detto, vale più meno come quando dico ai miei corsisti che non devono pensare di imitare il loro Maestro, perchè il più delle volte sentiamo dire....quanto ci vorrà a ballare come te? Ognuno deve pensare a tirare fuori quello che ha dentro...in poche parole il Sabor, che non può essere uguale in tutti, ma un poco, almeno, in tutti c’è....e si continua con la lettura:

Molti latino-americani ballano in maniera istintiva e hanno una concezione del tempo molto libera. Non si può dire però che non hanno sabor o che non sappiano ballare. Allo stesso tempo non dobbiamo cadere nell’errore di credere che ballare sul due sia un segno indubbio di sabor o di qualità assoluta; non  dimentichiamolo, la salsa è un ballo che viene dalla strada.
Da qualche anno, ai miei principianti, io insegno a ballare direttamente a tempo. Insegno il due solo a quegli allievi che dimostrano di avere  le attitudini per farlo.
Mai scelta fu più felice!!!
Prima era una vera e propria ecatombe. Ma questa ecatombe era frutto di un mio errore di zelo. L’errore era quello di  voler imporre agli altri una esigenza che di fatto essi non sentivano.
Oggi, al contrario, reputo fondamentale  assecondare le  predisposizioni personali. Sono infatti sempre più convinto che il due non si addice a tutti e che alcuni farebbero meglio a continuare a ballare a tempo, in quanto si addice di più alle proprie corde espressive.
Secondo me vale la pena ballare sul due dal momento che ti piace quello stile, quel particolare modo di entrare nella musica, di enfatizzare le pause, alla ricerca di un sabor che và ricercato più negli accenti corporei che nella velocità di esecuzione.
La differenza alla fine sono convinto che ci sia, ma c’è dal momento in cui fai veramente tuo quel modo di ballare, quando quello spostamento ritmico ti entra davvero dentro, altrimenti diventa solo una ricerca di un tempo sconosciuto che non ti offre nessuna garanzia di risultato.
Il problema vero non è ballare sul due o sull’uno il vero problema è ”ballare con lo swing appropriato
Io, ad esempio, ero convinto di avere imparato molto dai miei maestri portoricani, fino a quando un giorno “fantastico” mi sono ritrovato a ballare al loro fianco negli Jala Jala dancers. A quel punto ho capito perfettamente che non era bastato aver imparato a ballare sul due, né tanto meno aver imparato a memoria le loro coreografie per ”ballare come loro”. Per ”muovermi come loro” dovevo assolutamente risettare il mio corpo cercando di farlo muovere in sintonia con il loro, appropriandomi delle loro stesse cadenze. Solo però ballandoci insieme è possibile cogliere degli accenti o delle posture che loro per primi non sarebbero mai capaci di spiegarti.
Allora la prima cosa da fare e se vuoi appropriarti del loro swing non è ballare sul due (magari fosse questo il problema!) quanto riuscire a camminare come loro. Per farlo però devi imparare ad utilizzare bene il tuo corpo (articolando bene sia i tuoi muscoli che le tue ossa) e soprattutto liberare la tua mente dai tanti paletti (paure, inibizioni, insicurezze) che la bloccano.


Sono sempre più convinto che la cosa più difficile nel ballo è esprimere un proprio linguaggio corporeo

Caro Maestro, non aggiungo nè commenti nè altro perchè non sarebbe giusto e anche perchè il commento libero lo voglio lasciare a tutti voi che leggete questa pagina.Grazie comunque di esternare queste riflessioni, così sottili quanto fondamentali per ilpercorso del ballerino che cerca sempre il proprio miglioramento.
Chi è un ballerino?
A tal proposito vi lascio a 3 righi finali sempre del Maestro Conte che racchiudono la risposta alla domanda posta poco fa...hasta pronto!!!!

E’ il ballerino che fa la salsa.
Il ballerino è come il cuoco sta a lui far diventare una salsa saporita.
Una salsa non renderà mai saporito il cuoco...


Google
 
Username
Password
Accedi
Password persa?
Iscriviti
Home Page   Classifiche   Recensioni   Rubriche   News   Iscritti