Il Maestro Enzo Conte scrive...
Sono appassionato da anni delle newsletters del Maestro Enzo Conte che offre spesso a tanti salseri volenterosi ottimi spunti di riflessione e leggendo la sua ultima mail ho pensato di girarla anche a voi nel caso non vi fosse capitata tra la posta per poter riflettere così come ho fatto io e migliaia di salseri al leggere queste importantissime righe....quindi vi lascio alla lettura:
Molti dei miei abituali lettori non sanno che prima della creazione della mia news letter, pubblicavo un giornale che si chiamava: ”Salsa...oltre le mode la voce del popolo latino”.
Era un giornalino di quattro pagine che si proponeva di approfondire le principali tematiche inerenti al mondo della salsa.
Il primo numero uscì nel novembre del 1995 (stiamo parlando quindi di dodici anni fa). L’ultimo nel giugno del 2001.
Una bella esperienza, durata sette anni, finita per la difficoltà non tanto di stampare il giornale quanto di distribuirlo in tutta Italia.
L’avvento di Internet mi ha infatti fatto capire che tramite la rete potevo più facilmente fare arrivare i miei articoli ad un numero sempre maggiore di persone. Ho così cominciato a raccogliere le e-mail dei tanti operatori ed appassionati della salsa e a poco a poco, grazie anche alle segnalazioni da parte di tanti amici, ho creato una mailing list che è arrivata oggi a sfiorare la soglia delle 8000 persone.
Un bel traguardo che ci dimostra, ancora una volta, l’interesse che oggi ruota intorno al mondo della salsa.
Nella mia ultima riflessione mi chiedevo però se siamo omai all’apice della parabola ascendente ed in procinto di cominciare la discesa.
Molti di voi mi hanno risposto e molti si sono mostrati preoccupati per il futuro della salsa (qualche risposta la troverete sul Blog del mio sito)
Prima di analizzare il fenomeno, vorrei però i sottoporvi la riflessione della mia amica e maestra Trudy Iglesias.
Trudy è venezuelana, vive a Roma dove insegna salsa dal 1986, ovvero da più di vent’anni. Insieme al venezuelano Jaime Otalaora è stata la prima insegnante di salsa qui a Roma. Era infatti lei che insegnava nel mitico Charango, il locale romano che una volta era il piccolo tempio di tutti gli appassionati della musica dell’America Latina (infatti all’epoca non c’era solo salsa ma una programmazione più a 360°).
Leggete attentamente questa riflessione perché troverete degli spunti estremamente interessanti:
”L’atmosfera goliardica dei primi tempi era troppo bella per poter durare. Con gli anni si risvegliano gli spiriti maligni e comincia così l’incubo che dura fino ad oggi. Si cominciano a sentire strani discorsi. Si sputano sentenze su cantanti, gruppi, musicisti. Si improvvisano lezioni di musicologia. Ridiamo! Pensiamo che tanta baldoria abbia fatto male a qualcuno. I critici si moltiplicano: non sapevamo che in giro ci fossero tanti esperti!... Si cominciano ad appiccicare etichette, si fanno elenchi nei quali figurano maestri bravi e quelli meno bravi. No so quale mente illuminata li guidi. Me ne frego! L’erba cattiva non muore mai! I commenti si fanno sempre più cattivi. Per lo più provengono da persone che non conoscono la nostra realtà culturale, che ignorano anche come è fatto geograficamente il continente americano. Ci sono persone che dopo aver imparato quattro passi pensano di sapere già tutto sulla salsa. Beati loro! Io ogni giorno che passa imparo qualcosa di nuovo!... Si creano situazioni estreme: se vai a lezione da Tizio sei scemo! La vera salsa è la mia! La mia è migliore della tua! Questo insegnante è più bello di quell’altro!... Signori, un po’ di contegno! Come in qualsiasi situazione di boom appaiono i mercanti. Creano scuole, si autodefiniscono pionieri, esperti del settore. Si danno persino titoli di maestro(?!?!). Oh Dio, liberaci dal male! Nel frattempo fai bottino di volantini. Ti offrono mille lire per ogni persona che porti a questo o a quell’altro locale. Già non c’è più amicizia: si è solo soci in affari! Sembra di essere al supermercato: c’è persino il due per uno! Nel frattempo si organizzano le prime gare: non si balla più per il piacere di ballare, ma solo con la voglia di essere protagonisti a tutti i costi. Ormai l’interesse del pubblico è spostato sul ballo e i gruppi musicali romani fanno fatica a mantenersi. É il momento dei deejay che arrivano ad imporre la musica che piace a loro. Le serate diventano così piatte e noiose, ma appena il pubblico dà segni di stanchezza, ecco arrivare un’altra gara di ballo a tirare su l’ambiente. Di fronte a questo desolante panorama ci chiudiamo nella nostra solitudine. Di tanto in tanto usciamo a bere un whisky o un rum, con la speranza di trovare gli amici del passato e ricordare insieme i bei tempi andati. Anche noi latino-americani siamo però in parte colpevoli. Colpevoli di aver cercato una via troppo facile ai nostri problemi economici. Troppe volte infatti siamo stati un cattivo esempio per gli italiani. Fratelli non è questa la strada! Noi non siamo una moda, siamo un popolo, una cultura, una identità. Non perdiamo la nostra dignità!!!...”
Questo articolo disegna in maniera estremamente appropriata la situazione attuale ma la cosa sorprendente è che questo articolo non è stato scritto nel 2007 ma appariva nel primo numero del mio giornalino. Correva, ripeto, l’anno 1995 (?!?!...)
Il che significa che certe problematiche, certi mali endemici della salsa sono sempre esistiti. La differenza vera sta nel fatto che oggi quei problemi sono ingigantiti in quanto la salsa non è più un fenomeno di nicchia ma un fenomeno di massa. Di conseguenza quei mali si sono moltiplicati per mille.
Io stesso in passato, nel mio libro ”Salseando y bailando” (pubblicato nel 2002), o nei vari articoli pubblicati dalle diverse riviste del settore, ho messo spesso in luce le fortissime contraddizioni presenti nel nostro ambiente, dando voce ad un sempre più crescente disagio.
La crisi odierna della salsa si può infatti sintetizzare in una frase, forse scontata ma amaramente d’attualità:
”L’unione fa la forza. Le divisioni creano debolezza”
Oggi più che mai ci troviamo a vivere in un ambiente estremamente diviso, caratterizzato da lotte di religione e guerre di pensiero legate ormai non solo al ballo ma persino alla musica (che nel frattempo nel corso degli anni è notevolmente cambiata).Un ambiente dove ognuno pensa a coltivare sempre di più il proprio orticello... ed è quindi normale che in questa situazione (della quale, è onesto riconoscerlo, le scuole di ballo sono le principali responsabili) ci siano i prodromi di preoccupante declino.
La ragione è semplice: il pubblico comincia a disamorarsi. Gli stessi motivi per cui una persona si avvicina la salsa sono quelli per cui si allontana, in quanto le tante belle aspettative iniziali vengono spesso deluse.
Come sempre se qualcuno volesse dire la propria opinione a riguardo può farlo scrivendo a redazione@salsalento.it e come sempre verrà pubblicata alla fine di questo articolo.
BUONA VITA A TUTTI.
Risposte:
La salsa non è in crisi, è in crisi il concetto di socializzazione.
Dieci anni fa i locali “latini”si contavano sulle dita di una mano e l’accavallarsi delle serate era un evento
sporadico se non proprio inesistente.
Dunque gli appassionati del genere sapevano che il giovedì ci si trovava in un posto, il venerdi si poteva
scegliere tra due serate e il sabato si faceva sponda tra un locale ed un altro.
al giorno d’oggi tutte le sere si possono trovare tante situazioni:
venerdi 4/5 locali,il sabato idem e le scuole da poche mosche bianche,sono diventate almeno 10 tra le
piu’ note piu’ oltre 30/40 piccoli gruppi capitanati da “nuovi maestri”.
Oggi come oggi e dopo anni di tanti sacrifici da parte dei piu’ “anziani”…ci si ritrova in un ambiente latino
che ha piu’ di 1500/2000 salseri in tutto il Salento…..nel 1998 eravamo in tutto il Salento circa 90 “pazzi”.
Tempo fa mi sono soffermato proprio su questo e,con carta e penna,ho cercato di stilare una lista per
capire quanta gente,piu’ o meno,è attratta da un concerto:
-stimolata da un fattore personale
-per poter ampliare il proprio bagaglio culturale
-per ascoltare e ammirare dal vivo i grandi esponenti della musica latina
Ad esempio al concerto del grande Pupy a Soleto,(p.s. il presente purtroppo assente)è saltato all’occhio
la scarsa presenza di tutti i nuovi salseri,dando per scontato che i veterani,quelli del 1997 in poi, siano
stati tutti li.
Quelli che noi definiamo principianti, anche se spinti a fare un salto,non hanno ritenuto opportuno
scomodarsi con la scusa ufficiosa/le del costo di ingresso (come era giusto che fosse….per chi non lo
sapesse… portare un gruppo costa dai 5/6/7,000 euro in su…)….ma questo non è l’unico problema .
Le giustificazioni possono essere diverse e varie e senza sminuire il lavoro di chi si è prodigato ad
organizzare il concerto …..va fatto un plauso particolare a tutti i ragazzi che hanno partecipato con
grande impegno….ma bisogna considerare che essere organizzatori comprende anche il rischio d’impresa.
Un altro caso palese è il concerto di questa estate della Charanga Habanera,che ha visto, oltre ad un
magnifico concerto..anche una bellissima serata “coreografata” da una nutrita presenza di salseri……al
contrario del concerto di Pupy ….purtroppo anche le date e i giorni in cui si decide di fare il concerto,in
base alla disponibilità degli artisti, puo’ influire sul successo dello stesso.
Faccio un po’ di ricerche su internet sui vari forum latini in città tipo Genova – Bologna – Roma-Bari
E sentendo i nostri vicini amici salseri baresi i risultati sono ,per la musica latina dal vivo,un vero disastro,
ne ho dedotto che la bassa affluenza degli Italiani ai concerti e’ piu’ o meno una regola, a parte che per
pochissimi casi di gruppi arcinoti (giusto i Van Van e la Charanga)….e questi li trovate in giro in Italia…..in
città 10 volte piu’ grandi di “Lecce”……
Allora dico che i risultati che abbiamo qui a Lecce sono piu’ che soddisfacenti….
Vuol dire allora che gli addetti ai lavori non stanno lavorando cosi’ male….si potrebbe fare di piu’
sicuramente …lo si deve fare per chi ha a cuore far crescere questo ambiente……..
I responsabili di scuole,palestre,cosi come dj’ s e organizzatori “dovrebbero” essere i “moderatori” di
questo ambiente aiutando chi ha voglia di guadagnare a farlo e appoggiando chi vuole continuare un
discorso didattico e musicale.
Ambiente che diventa strano….e atipico ogni qual volta si formano le “squadre” di scuole(parlo di
serate)….come se fosse un torneo di calcio……una competizione che sarebbe meglio mettere da parte
organizzandosi a fare una serata senza farne 3 o 4….ma è un altro argomento.
Ritornando al titolo che ho dato a questo mio intervento e cioè che
“LA SALSA NON E’ IN CRISI,MA E’ IN CRISI IL CONCETTO DI SOCIALIZZAZIONE”
è il frutto di una mentalità e siamo figli di una CULTURA ITALIANA E NON SOLO TIPICAMENTE
SALSERA…..e SALSERA-SALENTINA….e che ha sollevato un po’ di polvere qua e là per dall’articolo
inserito su salsalento
“Il miracolo salentino”
Alcuni punti espressi da Geppo erano e sono davanti agli occhi di tutti……ma bisogna lavorare per
questo…..essere costruttivi e non distruttivi…….
Il latino prima era snobbato……ora invece la gente si riversa nelle scuole o palestre per ballare ,impegnare
il suo tempo libero e cercare di socializzare e di fare nuove conoscenze……
E’qui’,nelle scuole o altro, che i maestri con titolo o senza devono fare la loro importantissima parte…..far
attecchire quanto piu’ è possibile la cultura musicale e naturalmente il ballo.
COSTRUTTIVI E NON DISTRUTTIVI……attutire il colpo e riflettere del perché non è andato bene……non
denigrare a vuoto e sparare a zero…….
Il lavoro degli altri va sempre rispettato!
Giungere solo con esperienza da ambienti musicali totalmente diversi non giustifica la presunzione di
denigrare il lavoro fatto da persone che stanno da piu’ tempo in questo ambiente e che sanno quel che
fanno.
Peggio ancora,è pensare e dire che altri non abbiano le competenze ma è ancor piu’ grave se lo si scrive
e lo si dimostra giorno dopo giorno.
Scrivere su un guestbook che chi deve e vuole fare il mestiere di dj/organizzatore deve fare solo quello e dedicarsi completamente lasciando altre attività è un proprio punto di vista…ma molto discutibile e non mi sembra argomento da guest da poche righe….e scritto solo per gli iscritti al sito salsalento…..era meglio fare un altro editoriale per dare piu’ spazio…..
Le colpe di un concerto andato male stanno a 360° e non solo da alcune parti.
Ricordo il concerto del gruppo TOKE DE QUEDA…….bei ragazzi…..la bachata fatta ascoltare per tanti mesi…….e poi un gruppo giovane…. ….la situazione era totalmente diversa…..
come fu per La Charanga Habanera in estate…..bel concerto…magnifico…..e tanto show….come sempre….. oltre che per la bella musica……..l’aspetto bei ragazzi/e fa parte dello spettacolo……
Vogliamo parlare del concerto di E.REVE’ al Ficoricco?era in concorrenza con altre 5 serate del venerdi.
Era meglio sospendere le nostre serate in onore della cultura salsera-salentina ed andare a vedere il concerto ed essere presenti?
Oppure vale il concetto che meglio pensare al proprio orticello?
Che ne pensate?è utopia?
Essere costruttivi e orgogliosi quando un concerto va bene è facile……se non va bene non è giusto dare colpe a destra e a manca…….capisco la delusione….e l’amarezza ….far vedere poca affluenza salsera ad un grande artista ha dato un aspetto latino del Salento salsero poco rispettabile.
Ma vorrei dire che anche al concerto di E.REVE’ in estate in piazza a S.Pietro Vernotico….. dove l’ ingresso non era a pagamento….. sapete quanta gente c’era?una cinquantina di persone e lo dico in eccesso!
Sconfortante anche li!!!
Continuo……………….
Chi si ricorda evento con un grande ballerino di nome MAIKEL FONT….con stage e serata…..contattai tutte le scuole….e dico tutte senza distinzione….la serata ando’ benissimo…..ma lo stage di domenica.….una tragedia….solo 30 iscritti!!
Eppure di persone che si lamentano che qui non si fa nulla c’è ne sono una marea…..….. Abbiamo provato…..è stato bello e interessante per i 30+1……eppure lo stage aveva un costo soltanto di 10.00 euro per un’ora.
Vabbè andiamo avanti sul discorso di prima…..sulle scuole:
Vi faccio un esempio stupidissimo:
immaginate un cesto che pian piano si riempie di mele…….(inizi corsi…nuovi iscritti)in un anno di quel bellissimo cesto di mele ne rimangono ben poche …ma buone!(tolte le ammaccate che potrebbero rovinare le altre….)
Ogni anno è cosi…..magari fosse il contrario…….ma bisogna lavora per far si che di anno in anno nel cesto ne rimangano di piu’…
Come semini….raccogli……
Mi sto allontanando un po’ dal tema di ENZO CONTE,anche se poco, ma mi prende scrivere descrivendo quali possono essere gli altri elementi che non contribuiscono a non far decollare a tali eventi:
1)il problema non è che una persona ha un budget settimanale e che tre serate di fila a pagamento non le puo’ fare?
in fondo viviamo nel salento,terra bellissima ma povera di lavoro,dove la maggior parte della gente si arrangia giorno per giorno…e visto che aveva ballato due giorni di fila ha ritenuto non andarci……….
2)dal vivo si balla poco?
altra cosa ”strana” e’ che dal vivo si balla poco! La cosa fa un po’ a pugni con il fatto che siamo piu’ appassionati del ballo che della musica (affermazione che trovo vera nella maggior parte dei casi …ricerca su web)
Concludo ricordando come iniziai e come la musica latina ha messo le radici dentro di me.
Ricordo che 13 anni fa non sopportavo la musica latina (allora Radio Caribe 103.00) era un tormento per le mie orecchie !
Poi piano piano mi sono avvicinato…attratto dalla musica….dal voler scoprire una cosa totalmente diversa dal nostro modo europeo….primi corsi di ballo…merengue….poi la salsa….cominciando a scoprire la cultura di quei paesi…..ricerche e studi sulla ritmica …..poi arriva Cuba….Havana…….stavo mettendo le radici sulla passione che ha segnato la mia vita.
E’ stato un lungo percorso fatto di alti e bassi….
Secondo me la passione rimane a chi ha come prima passione la musica e poi il ballo che ne consegue.
Voglio dire che io ho notato che moltissime persone che frequentano i corsi iniziano per ballare e molti anche per fare amicizie ma di base non c’è una passione per la musica che viene ballata.
Per lo più sono persone che nel tempo libero al di fuori dei corsi non ascoltano musica latina come la salsa.
Diciamo che fanno i corsi come potrebbero fare spinning, nuoto, o palestra.
Per cui dopo un periodo in cui tali persone hanno frequentato i locali (non tutti) la cosa gli viene a nausea soprattutto nel momento in cui le persone del proprio corso non vanno più o smettono, per cui la loro passione si ferma in quanto non è supportata dal fatto di adorare un certo genere di musica.
Per me quello che mi muove è la musica,naturalmente direte…..ma
senza salsa non ci sarebbe neanche il ballo,eppure sembra quasi che la musica sia un accessorio……
Io di mio posso dire che non potrei che creare interesse prima verso la musica che si balla e non solo un interesse per la figura x fine a se stessa….
Creare l’interesse per la musica e per gli artisti su cui si balla e di conseguenza sulla cultura del paese da dove provengono.
Ci vuole tempo e tantissima pazienza con la speranza che il lavoro prodotto da chi lavora e dedica tanto tempo alla passione in questo “affascinante mondo salsero” possa dare anche dei buoni frutti e che caro ENZO non ci riproporrai lo stesso articolo del 1995 tra dieci anni….
Le riflessioni sono sempre utili e interessanti anche per capire dove si va e cosa si sta sbagliando, pero’ non dobbiamo dimenticare che quando un fenomeno si allarga inevitabilmente prende di tutto.
Se consideriamo uno degli effetti della passione per la musica, che sta portato alle serate tematiche tra chi preferisce la salsa Portorico (nei vari stili musicali)o di Timba.
A me piace tutto e propongo di tutto nelle mie serate, ma posso anche capire le profonde diversità fra gli stili e il fatto che possano piacere piu’ le une che le altre…altrimenti non faremo i dj’s……
Anche oggi se in una serata eccedi nell’inserire un brano in piu di Portorico i cosiddetti cultori della musica timba ti osservano da lontano e scuotono la testa……oppure vengono a denigrare il lavoro di un altro dj nel dire:
”quando sali tu in consolle”?
Caro Geppo ci vuole pazienza anche con chi balla…. Con i riempipista e solo quelli…e nella massa, ci sarà sempre chi cerca solo la socializzazione e non è che questo lo possiamo evitare.
Di tutta la discussione approfondirei invece l’aspetto malignità.
Il business ha avvelenato l’ambiente e continua a farlo, ma... è un problema solo dell’ambiente salsero(1), o l’ambiente riflette in fondo la deriva che l’italia sta avendo in tutti i campi(2)?
Se penso alle vicende italiane nel 2007 e inizi 2008... io sono per la seconda(2)
Grazie per la pazienza nel leggere il tutto e scusate se la fretta mi ha portato a qualche errore di ortografia.
N.B.
Ai maestri e tutti gli addetti,iscritti e simpatizzanti che non condividono questo pensiero e che si sentono offesi dalle mie parole anticipo che non mi scuso.
Infine preciso, che il mio è un discorso generico, ma che ognuno conosce bene il fatto suo e sa quello che da e quello che non potrà mai dare ai propri allievi, quindi chi sta tranquillo in coscienza...non ha nulla da rimproverarsi.
Ciao a tutti
Giovanni Barba
DjGiaba
www.isla-musical.it
info@isla-musical.it
NUOVO AGGIORNAMENTO CON UNA NEWS LETTER DEL MAESTRO ENZO CONTE
Siamo cambiati? Dov’è l’entusiasmo iniziale? Quando abbiamo cominciato a salire in cattedra, a criticare la musica ? Quando è stato che per la prima volta abbiamo espresso un giudizio negativo sul nostro insegnante scordando che non è un DIO ma un UOMO? Quando abbiamo preteso di saperne di più di altri? Quanto tempo abbiamo lasciato passare prima di smettere di ballare ad occhi chiusi per aprirli come radar in cerca di ”nemici” ?
Ognuno di noi troverà la sua risposta soltanto guardando la sua storia personale. Questo mi dà una grande tranquillità ed un certo grado di ottimismo. Quando vedo negli occhi degli allievi del 2008 la voglia di imparare, di mettersi in gioco, la gioia di trovarsi anche dopo la lezione per provare, lo scambiarsi il numero di cell. per potersi incontrare in questo o quel locale.... tutto questo mi riempie di nuova vitalità e carica positiva. Mi rivedo in loro e rivivo di riflesso la Luana di 5 anni fa.....
Voglio rimanere la stessa. Voglio mescolarmi tra loro e stare bene, voglio continuare a ballare con tutti..... ma proprio con tutti, come mi insegnò il mio primo maestro e ricordo ancora le sue parole precise : SE VENITE A BALLARE E QUALCUNO VI INVITA...... LA RISPOSTA GIUSTA E’ SI. ... ALTRIMENTI STATE A CASA !! .
Luana